Settecento e design sulla strada del Prosecco tra Abbazie Millenarie e antiche strade romane come la Claudia Augusta Altinate
Le Prealpi venete ed il suo lungo passato di centurioni Romani fanno da sfondo a Follina, delizioso paese al centro della Marca Trevigiana, fra le vigne del Prosecco. Qui, proprio nel cuore del borgo antico, a due passi dall'abbazia medievale, sorge questo inaspettato e insolito esempio di design contemporaneo, che può competere a testa alta con i celebri "design hotel" di Londra o Amsterdam: l'HOTEL DEI CHIOSTRI. La vista, soprattutto per gli appassionati del bello in chiave attuale, qui viene stimolata. Tra effetti architettonici e inusuali abbinamenti di antico e moderno, tra luci e contrasti di forme e colori, lo sguardo cattura innumerevoli dettagli di stile.
La famiglia Zanon, già proprietaria della deliziosa, attigua Villa Abbazia, ha scelto una location suggestiva per il nuovo hotel, un edificio ristrutturato in stile moderno sia all'esterno sia all'interno, che costituisce la metà di un complesso settecentesco, ai piedi dell'abbazia cistercense di S. Maria con il suo bellissimo chiostro. L'Hotel guarda il Palazzo Barberis Rusca con cui condivide la corte. Chi è ospitato nelle camere che affacciano sul Palazzo oltre che il lusso di una tranquillita' assoluta può comodamente vedere l'ora sull'orologio del campanile dell'abbazia.
L'Abbazia di Santa Maria, un posto di quiete
Posta in una zona luminosa, riparata d'inverno dalle Prealpi e ben
ventilata d'estate, l'abbazia cistercense di Santa Maria di
Follina rimane uno dei più incantevoli luoghi sacri del
trevigiano. Ci stupisce per la sua atmosfera spirituale che si
propaga nel chiostro, circoscritto ma aperto verso il cielo per
permettere " a colui che in esso abita di rivolgere lo sguardo allo
spettacolo del cielo: sullo zenit del giorno, quando i colori della
luce scendono verso la vera fontana o del pozzo, e durante la notte
per osservare le code luminose delle stelle e il movimento
stagionale degli astri". A partire dal dodicesimo secolo, la
presenza dell'abbazia fece di Follina un centro dinamico, attivo e
salubre. Pare che una comunità di monaci cistercensi provenienti da
Chiaravalle Milanese si insediò nel borgo e,
grazie alle donazioni lasciate dalla famiglia dei Da
Camino a partire dal 1170, i monaci
iniziarono a praticare attività di follatura della lana. Questa è
una delle poche ipotesi che spiega il toponimo di questo piccolo
paese.
Se entriamo nella basilica, orientata con la facciata a ponente e l'abside a levante, notiamo subito tre navate e cinque maestose arcate, grandi portali lignei raffiguranti i sette Santi fondatori, un grande rosone centrale e un affresco che rappresenta la Beata Vergine con Bambino e Santi, opera cinquecentesca di Francesco da Milano. Entriamo ora nel chiostro. Sul muretto che scorre per tutto il quadrilatero poggiano delle colonnine binate o attorcigliate in pietra locale che sorreggono piccole arcate con capitelli ricchi di simboli medievali: una civetta che indica la notte, un gallo per il mattino e una palma per il mezzogiorno. Nell'angolo meridionale si erge una colonna annodata, "ofitica", costituita da quattro fasci uniti e fusi in un'unica colonna quadrilobata.
Al centro del chiostro si innalza "l'albero della vita" dove sgorga l'acqua, la linfa vitale raccolta nella grande vasca monolitica, quasi grembo di una madre. L'acqua entra nella terra arida e la fa prosperare in elegante vegetazione, visibile nelle colonnine binate inframmezzate da colonne più robuste che hanno alla base le radici, il fusto in verticale e il capitello a chioma, proprio come le piante della terra.
L'antica strada romana Claudia Augusta Altinate
La strada dei centurioni
Quasi 2.000 anni fa gli antichi romani costruirono l'unica
strada imperiale oltralpe: la Via Claudia Augusta. Giungeva
da Altium, città sull'Adriatico nei pressi di Venezia,
ovvero dall'antica stazione di traghetti Hostiglia (oggi Ostiglia
sul Po') fino al Danubio, attraversando il valico
Fernpass e il passo Resia
(Reschenpass).
Era lunga circa 560 chilometri e rappresentò per
secoli la sola linea di rifornimento militare e il collegamento più
importante tra la madre patria romana e le ricche province del
nord. La strada è un'evidente dimostrazione di come l'ingegneria
civile in epoca romana riuscisse a superare senza difficoltà
qualsiasi impedimento naturale. Con la stessa perizia con cui
costruirono gli acquedotti, gli antichi romani portarono la propria
strada oltre qualsiasi catena montuosa, fiume o asperità
geologica.Per condurre rapidamente le operazioni militari e poter
mobilitare le legioni in tempi brevi gli antichi romani avevano
bisogno di strade ben costruite e solide, in grado di resistere
alle migliaia di stivali chiodati dei soldati che le percorrevano,
al passaggio degli animali da tiro che trainavano pesanti carri
ricchi di rinforzi di ferro. Strade solide e veicoli
all'avanguardia rivoluzionarono il traffico. Molte testimonianze di
questa storica arteria vitale e tratti di essa sono ben conservati
in molti luoghi e non di rado coincidono con l'attuale tracciato
stradario. Lungo la "strada imperiale romana" è possibile rivivere
le peculiarità proprie della regione, dei popoli che qui vissero,
della loro cultura e dei tempi che furono. Che si opti di
affrontarla a piedi in bici, accompagnati da una guida esperta,
percorrere la Via Claudia sulle tracce dei romani
è sempre un immenso piacere. La Via Claudia Augusta è susseguirsi
di paesaggi eterogenei: dalle pianure del Lech, alle dolci
colline bavaresi, al paesaggio alpino, selvaggio e romantico,
passando per Feltre e Follina fino a
giungere alle coste dell'Adriatico; due lingue, centinaia di
dialetti, di culture enogastronomiche, di antichi monumenti e… una
storia comune.
I luoghi di sosta e ricovero di epoca romana sono stati sostituiti
da campeggi e hotel di charme uno più bello dell'altro e
posti a intervalli regolari uno di questi si trova a Follina vicino
a quel passo di Praderadego e al romantico
castello di Zumelle che distano
solo 9 km dall'hotel Dei
Chiostri Ricerche ed ipotesi individuano diversi
possibili percorsi in forza anche delle diverse esigenze
dell'impero: militari, commerciali, sociali, etc. E' molto
probabile che Praderadego sia uno di questi sen
non addirittura, come molti sospettano, la strada militare stessa.
nei dintorni del passaggio, infatti, è stato localizzato un sito di
rilevante importanza di epoca tardo romana - alto medioevale,
diversi oggetti quali monete e utensili della vita quotidiana e
tratti di selciato dalle caratteristiche tecniche e costruttive
tipiche delle strade romane.
Praderadego dunque, valico posto tra le rigogliose
Prealpi Trevigiane, contemporanemente ad un seggestivo paesaggio,
dove la bellezza e armonia della natura regnano ancora sovrane,
suggerisce in più un interessante viaggio a ritroso nella
storia.Portare a termine questo itinerario a piedi o in bicicletta,
richiede un impegno fisico notevole oggi come 2.000 anni fa. Si
tratta di un viaggio nella storia, che lascia ricordi
indelebili.

