Giro d'Italia.
Follina il crocevia delle tappe dolomitiche
Giro, quattro tappe venete
Verona, Cortina, Treviso e Vedelago:
Ci sarà tanto Veneto nel Giro d'Italia 2012
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Il Giro d'Italia a Cortina 57 anni dopo l'ultima volta .
VENEZIA - Sarà un Giro d'Italia con tanto Veneto, le indiscrezioni
e le poche ufficialità di queste settimane ce lo avevano
confermato. Sarà un Giro con tante montagne, il successo delle
ultime edizioni a toboga lo avevno fatto presupporre. E sarà anche
un Giro che ripartirà dall'estero, come già nel recente passato si
era visto. Ora, però, è possibile dire con certezza che la corsa
rosa del 2012 avrà quattro tappe venete. organizzatori del Giro
d'Italia anche quest'anno hanno preparato una ricchissima proposta
all'altezza con le più ampe aspettative, dal punto di vista del
percorso e dell'appuntamento con la storia nobile di questa
disciplina che, si sa, è ben di più di un semplice sport. Quattro
tappe importanti, quattro tappe non di semplice trasferimento da
una località all'altra senza lasciare traccia sull'asfalto della
corsa a tappe che ha scritto e riscritto storie non solo di sport,
dal 1909 in poi.
Quattro tappe, si diceva, per la gioia degli sportivi e degli appassionati delle due ruote, che in Veneto non mancano mai. La quarta tappa, dopo il trittico danese dolce come un biscotto al burro, sarà a Verona: 32 chilometri a cronometro, una prova contro il tempo che le strade veronesi conoscono bene e hanno già proposto negli anni passati. Senza andare a pescare troppo in profondità nei circuiti della memoria, bastano il 1984 con la cavalcata trionfale di Franceso Moser all'Arena e poi il 2010 con l'arrivo in maglia rosa di Ivan Basso, sempre nella favolosa cornice dell'anfiteatro romano in piazza Bra. Poi un lungo andare attraverso l'Italia con frazioni che toccano località di grande presa emotiva (la tappa di Assisi del 15 maggio su tutte), per rientrare in Veneto a fine maggio. Il 23 sarà la volta della tappa che da Falzes arriverà a Cortina d'Ampezzo, perla delle Dolomiti e località circondata da grandi passi montani che, nel corso degli anni, hanno fatto la storia del Giro d'Italia.
Non per nulla i protagonisti del Giro affronteranno 187 chilometri di saliscendi che non daranno un attimo di tregua e in programma ci sono quattro salite che fanno tremare le vene ai polsi al solo nominarle: il passo Valparola come «antipasto», poi il passo Duran con i suoi strappi e i suoi paesaggi senza pari tra lo Zoldano e la Moiazza. Quindi lo Staulanza, passaggio di grande presa per arrivare a sua maestà il Giau: 14 chilometri di salita, tornanti uno dopo l'altro, pendenza media del 10% e punte massime che arrivano fino al 14%. Una delle università del ciclismo, una delle tappe che sapranno dire chi potrà ambire a vestire i rosa a Milano, quando la corsa si chiuderà domenica 27 maggio. Come si diceva, manca solo l'ufficialità per svelare un percorso che unirà ancora una volta, come è nella tradizione, difficoltà altimetriche, storia, montagne che hanno scritto pagine indelebili di sport e che hanno contribuito ad accrescere il mito di una corsa che è, da sempre, nel cuore degli appassionati. A chiudere l'abbraccio tra il Veneto e il Giro d'Italia due tappe che sono un po' la tesi e l'antitesi di una grande corsa: il 24 maggio una planata da San Vito di Cadore a Vedelago, che per la prima volta sarà sede di un arrivo di tappa, il giorno dopo da Treviso all'Alpe di Pampeago, 218 km con un a cinque stelle, con l'omaggio a Andrea Pinarello e al mitico «Nane». E sarà festa per tutti.
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